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SCUOLA DI TEATRO diretta da Christian Poggioni

Personaggi e interpreti

Viola: Giulia Alberani

Sebastian: Giulio Pullano

Olivia: Cristina Ancona, Matilde Perazzoli

Orsino: Edoardo Lucia

Maria: Veronica Autorino, Cristina Ancona

Malvolio: Tommaso Rega

Sir Toby: Marco Minardi

Sir Andrew: Mauro Bellotti

Fabian: Edoardo Caccia

Feste: Giada Asnaghi

Antonio: Nelson Miranda

Valentine, guardia: Leone Magatti

Capitano, un prete: Andrea Daino

Spiriti e gentildonne: Elisa Fodaro, Anna Moramarco, Nadia Lavezzi, Emanuela Lezzani, Maria Rosa Bazzoni, Pascale Tardy

La pazzia gira attorno per il mondo come il sole
risplende dappertutto

La Dodicesima notte – o quel che volete è una delle commedie più affascinanti e sfaccettate di William Shakespeare, un’opera in cui il gioco teatrale si intreccia a una sottile riflessione sull’amore, sull’identità e sull’inganno delle apparenze.

La storia prende avvio da una perdita e da un travestimento, per poi aprirsi a una vertiginosa catena di equivoci, desideri incrociati e passioni non corrisposte. Un naufragio separa due gemelli, Viola e Sebastiano, facendoli approdare sulle coste dell’Illiria. Credendo il fratello morto, Viola si traveste da uomo e, con il nome di Cesario, entra al servizio del duca Orsino, innamorato senza speranza della contessa Olivia. Ma Olivia, a sua volta, si innamora proprio di Cesario, ignara della sua vera identità, mentre Viola si scopre segretamente innamorata di Orsino. Questo intricato gioco di desideri viene ulteriormente complicato dal ritorno inatteso di Sebastiano e da una vivace trama comica che coinvolge servi e cortigiani, tra beffe, equivoci e smascheramenti.

Il titolo rimanda a una festa ben precisa del calendario elisabettiano. La dodicesima notte, che chiudeva il periodo natalizio (per noi il giorno dell’Epifania), era tradizionalmente un giorno di licenza e rovesciamento dell’ordine sociale: ci si travestiva, si scambiavano i ruoli, si sospendevano le gerarchie e, almeno simbolicamente, era permesso fare quel che si voleva. Era un tempo di maschere, gioco e libertà, in cui il mondo sembrava capovolgersi prima di tornare alla normalità.

Shakespeare fa di questa festa il cuore simbolico della commedia, i suoi personaggi si muovono in un mondo dove le identità si trasformano, i desideri si confondono e i confini tra maschile e femminile, verità e apparenza, ragione e follia si fanno sottilissimi. L’amore, nelle sue forme più nobili e ridicole, travolge tutti: è idealizzato, capriccioso, ossessivo, improvviso, spesso cieco. Accanto alla trama sentimentale, una galleria di figure comiche smaschera l’ipocrisia e l’autoinganno, ricordando che il riso può essere una chiave di accesso alla verità.

Tra musica, festa e malinconia, La dodicesima notte celebra il piacere del teatro come spazio di metamorfosi e di libertà, invitando lo spettatore ad abbandonarsi al gioco e ad accettare che, almeno per una notte, il mondo possa essere rovesciato: quel che volete, appunto.