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Lurago d’Erba, Corte Alta via Durini | Ingresso libero

(In caso di pioggia Sala Consiliare, via Roma 150)

 

Diretto e interpretato da Christian Poggioni

E sempre allegri bisogna stare...

Lo spettacolo propone tre giullarate popolari di Dario Fo. Scritte in forma di monologo, sono in realtà “dialoghi con il pubblico”, che viene attivamente coinvolto nell’ascolto di racconti che traggono spunto soprattutto dai vangeli apocrifi e dalla novellistica medievale.

Sia le fonti antiche originali, sia le trasposizioni contemporanee di Dario Fo, trattano in modo graffiante ed acuto svariati argomenti tra i quali la politica, la società, la religione, l’amore, il sesso.

Christian Poggioni percorre queste tematiche caratteristiche attraverso tre atti unici:

  • La nascita del giullare

Tagliente critica alle disuguaglianze sociali e agli eccessi del potere

  • Il primo miracolo di Gesù Bambino

Suggestiva leggenda ispirata a tradizioni religiose apocrife

  • La parpaja topola

L’amore e l’erotismo raccontati in forma esilarante e dolcissima

 

I testi sono recitati nella stessa lingua e stile in cui li ha scritti e recitati Dario Fo, che miscelando cadenze e parole di vari dialetti del nord Italia ha ricreato un linguaggio onomatopeico detto grammelot. Inoltre, come usava fare Dario Fo, ogni giullarata è preceduta da una breve introduzione, che illustrandone trama e personaggi aiuta il pubblico a calarsi nell’atmosfera del racconto.

Lo stile dello spettacolo, irriverente e portato all’eccesso, richiama le rappresentazioni medioevali eseguite sulle piazze da saltimbanchi e cantastorie. Fu proprio grazie a questi testi che nel 1997 Dario Fo vinse il Premio Nobel per la letteratura con la seguente motivazione: “Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”.