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Regia e interpretazione Christian Poggioni

Violoncello solo Irina Solinas

Osservo me stesso massacrato col sereno
coraggio d’uno scienziato. Sembro
provare odio, e invece scrivo
dei versi pieni di puntuale amore

I versi di Pasolini, pieni di vita, tesi e sinceri offrono il ritratto di un artista che fu prima di tutto un uomo, con il suo dolore, la sua fragilità, i suoi sogni e le sue delusioni. Una poesia da cui sprigiona, oltre alla passione, una lucida visione del panorama culturale italiano del secolo scorso: molte le “profezie” di Pasolini sul potere, la rottura con la tradizione, l’educazione, la grande omologazione, il senso religioso… profezie che, derise dai suoi contemporanei, si sono rivelate tristemente vere. D’altronde, come disse lui stesso: continuerò, compagni addormentati / a parlare da solo, un monologo per i posteri!

Lo spettacolo alterna alle poesie di Pasolini la narrazione della sua vita e le diverse stagioni del suo pensiero, che illuminano versi profetici di straordinaria attualità.

POESIE INTERPRETATE

• LA REALTÀ 1962 (Poesia in forma di rosa)
• DUTSCHKE 1968 (Trasumanar e organizar)
• SUPPLICA A MIA MADRE 1964 (Poesia in forma di rosa)
• COMIZIO 1954 (Le ceneri di Gramsci)
• IL PIANTO DELLA SCAVATRICE 1957 (Le ceneri di Gramsci)
• A UN PAPA 1960 (La religione del mio tempo)
• IL P.C.I. AI GIOVANI 1970 (Trasumanar e organizar)
• PROFEZIA 1962 (Poesia in forma di rosa)
• PREGHIERA SU COMMISSIONE 1970, Trasumanar e organizar