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SCUOLA DI TEATRO – INFERNO
di Dante Alighieri

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura
ché la diritta via era smarrita

La Scuola di Teatro diretta da Christian Poggioni presenta

Inferno di Dante

regia Christian Poggioni

Comincia con una crisi uno dei capisaldi della nostra identità culturale. Comincia con una crisi e prosegue con un viaggio di conoscenza per uscire dall’oscurità e riveder le stelle.

Anche la crisi contemporanea, come la selva oscura di Dante, è una soglia da varcare e al tempo stesso un’opportunità di trasformazione.

all’attraversamento di questa soglia è sulle tracce di Dante: abbiamo concepito la messa in scena dell’inferno come un viaggio del corpo, della mente e dello spirito della comunità di artisti e spettatori, un’opportunità per dare il via al cammino che muovendo dalla selva oscura possa infine uscire a riveder le stelle.

Nella Commedia vi sono passi, versi, aggettivi, pronomi per i quali sono state fornite moltitudini di interpretazioni perfettamente inconciliabili fra loro. Sono stati scritti centinaia di migliaia fra libri, saggi, articoli, apparati di note, dizionari. Uno dei primi a intervenire fu Francesco Petrarca, che rinfacciava a Dante, morto da meno di quarant’anni, l’entusiasmo dozzinale degli osti e dei tintori fiorentini che ne blateravano le terzine storpiandole.

Anche noi, come i “profani” fiorentini del 1300, ci siamo impadroniti di queste terzine entusiasmandoci, a volte storpiandole e tradendole ma con il desiderio di regalare al nostro pubblico una rara occasione: poter assistere ai “sacri” versi farsi carne e voce, azione e suono.

Come a un novello Dante auguriamo dunque anche a voi spettatori, un buon cammino attraverso i gironi della prima Cantica della Commedia. Prima di uscire a riveder le stelle, come già accadde a Dante anche voi verrete interpellati da una moltitudine di dannati, che con parole disperate, irriverenti, nostalgiche o sacrileghe, ma sempre umanissime, vi racconteranno la storia della loro vita, il peccato che li dannò, il desiderio di essere ricordati nel dolce mondo.

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