6 agosto 2016 – h 21
ELENA
di EURIPIDE

VELIA TEATRO

in collaborazione con

ASSOCIAZIONE KERKÍS. Teatro antico in scena

Regia CHRISTIAN POGGIONI

Direzione drammaturgia ELISABETTA MATELLI

Musiche originali ADRIANO SANGINETO

Scenografia e costumi  DINO SERRA

L’Elena di Euripide è uno dei più intriganti drammi composti dallo stesso tragediografo e andata in scena durante le Grandi Dionisie del 412 a.C. A tutti è noto, anche solo a grandi linee, il mito omerico della protagonista, la donna che scatenò, a causa della sua fatale bellezza, la guerra più rovinosa che si fosse mai abbattuta sui Greci. Tuttavia, Euripide decide di attingere a un filone alternativo del mito (cantato già dal poeta Stesicoro nel VI sec. a. C.), creando inevitabile stupore tra gli spettatori che si aspettano di vedere in scena l’adultera seduttrice: la vera Elena non andò mai a Troia con Paride, ma avvolta da una nube venne portata in Egitto per volere di Era (furiosa per la sconfitta nella gara di bellezza con le altre dee). Là custodita e protetta dal re Proteo, attese per diciassette anni il ritorno del marito. Al posto della vera Elena, a Troia era stata invece inviata suo ‘doppio’, un eidolon, una nuvola con le sue medesime sembianze. La guerra di Troia, insieme alle conseguenti distruzioni e ai disastrosi massacri, venne dunque inconsapevolmente combattuta solo “per una nuvola”: causa evanescente, inconsistente. Questa tragedia è stata a più riprese interpretata come una scaltra accusa di Euripide contro la guerra stessa, sotto ogni forma, proprio negli anni in cui Atene contava i suoi morti nella guerra contro Sparta.
Dal punto di vista del plot, il dramma prende avvio quando, dopo la morte del buon re Proteo, sale sul trono il figlio Teoclimeno che, comportandosi come un rozzo monarca orientale, cerca in ogni modo di ottenere le nozze con Elena. Contemporaneamente, però, Menelao naufraga con i suoi compagni proprio sulla costa dell’Egitto; non passerà molto tempo prima che avvenga il suo incontro con la bella Elena. È a questo punto della tragedia che egli si troverà nell’improbabile situazione di dover distinguere la vera Elena da quella falsa, dalla sua immagine, tanto identica alla prima da dar luogo a una comicissima serie di equivoci. Dopo il riconoscimento, nella seconda parte del dramma, il plot presenta tutti i caratteri dell’intrigo a lieto fine per i due protagonisti, che si trovano a dover affrontare la fuga dalle coste egiziane con una nave, di cui inizialmente non dispongono. Il finale gioco metateatrale del travestimento di Elena arricchisce d’ironia ed effetti comici la soluzione della tragedia. Il dramma si snoda dunque lungo i confini labili che separano tragedia e commedia, apparenza e realtà, fedeltà e inganno, fino a una lieta risoluzione finale, attraverso una rocambolesca fuga dei due sposi dall’Egitto.

INFO

www.veliateatro.it

www.kerkis.net

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